Il caso Il “guru” milionario

Il “guaritore” dei vip ticinesi torna nell’occhio del ciclone

Gli affari e i flop di Mario Azzoni, “bioterapeuta”, ora al servizio di Letizia Moratti. Già dieci anni fa inciampò in un’inchiesta del Caffè

LIBERO D’AGOSTINO PATRIZIA GUENZI
24 MARZO 2002 Il Caffè pubblica una pagina dal titolo “Vi spiego io chi è Azzoni”, è polemica sul libro del pranoterapeuta

Èpiù lunga di una quaresima la lista d’attesa per un consulto col famoso bio-terapeuta Mario Azzoni. Una visita nel frequentatissimo studio di via Montenero a Milano la si può riservare solo a gennaio 2012 per il 2014, in quello di Como va meglio, ma comunque bisogna aspettare sino all’ottobre dell’anno prossimo. Studi frequentati da anni da vip e centinaia di clienti ticinesi. Ma ai successi professionali del miracoloso “Grande Mario”, come lo hanno battezzato i suoi estimatori, ha fatto da contrappasso il flop politico: come fidato consulente e promoter di Letizia Moratti, ex sindaco del capoluogo lombardo, le sue arti hanno fallito. Moratti alle ultime elezioni comunali è stata trombata e, stando a quanto scrive il Fatto Quotidiano, la sera della disfatta elettorale, accanto a lei, per sostenerla c’era lui il Grande Mario. Ma il giornale di Antonio Padellaro su Azzoni ci mette un carico da 11, scrive che a lui farebbe capo una rete di società con sedi in Svizzera e nelle Isole Marshall. Notizia ghiotta visto la fama del personaggio, tanto che anche la trasmissione tv “Mi manda Rai Tre” ha acceso i riflettori su Azzoni.

Insomma, il Grande Mario ritorna nell’occhio del ciclone mediatico dopo che nel 2002 il Caffé aveva svelato alcuni retroscena del personaggio. Storie di “generose cure” prestate in Ticino e vantate per Azzoni anche in un libro a lui dedicato, ma che alla prova dei fatti avevano rivelato ben altra trama. Una vicenda che risaliva ai prima anni ‘80, agli esordi, dunque, della carriera del Grande Mario. Una brutta storia che aveva a che fare con la terribile malattia di un ragazzo, poi morto, e col dolore della sua famiglia che come ultima speranza si era aggrappata ad Azzoni, “l’uomo che vede dentro di noi”. Nel primo di tanti servizi del Caffé sul bio-terapeuta, dal titolo “ Vi spiego chi è Azzoni”, il fratello del ragazzo ricostruiva l’amara verità di quella triste vicenda. Si smentiva la versione di Azzoni rivelando anche un prestito di una ventina di milioni delle vecchie lire che i suoi genitori avevano dato ad Azzoni, che allora si diceva ricattato da alcuni napoletani. Soldi mai restituiti, ma che il “Grande Mario” divenuto ormai ricco e famoso si era impegnato col Caffé a donare in beneficienza. Gli articoli in Ticino avevano suscitato un putiferio visto che nel Cantone si contavano a centinaia gli estimatori di Azzoni. “Tra i miei clienti 700-800 arrivano dal Ticino”, aveva precisato lui stesso al Caffé. Un grande guaritore, un vero mago delle terapie naturali secondo alcuni, solo un abile millantatore secondo altri. Fatto sta che da allora il “Grande Mario” ne ha fatta di strada e oggi annovera tra gli habitué dei suoi studi tanti e tanti vip, da Paolo Berlusconi, il fratello del premier italiano, a Maurizio Costanzo, da Barbara D’Urso a Gianmarco Moratti, il noto petroliere marito di Letizia, nota il Fatto Quotidiano. E il gionale va a scoprire anche altri altarini meno vippaioli del “Grande Mario”. I giri di affari di una rete commerciale che sfiorerebbe i dieci milioni di euro e che farebbe capo alla “Ventiquattro”, una società a responsabilità limitata. Chi controlla questa società? “Azzoni controlla il 10% - scrive Il Fatto -, il 50% è intestato a tale Gianfranco Barbieri, nativo di Brescia, che ricorre più volte nell’organigramma del pranoterapeuta”. Il rimanente 40% farebbe capo ad una società alle isole Marshall. Ma spunta anche una barca, ma non robetta da niente. Uno yacht da 22 metri dove Azzoni, secondo il giornale, ospiterebbe spesso i suoi amici: “L’imbarcazione, che costa più di due milioni di euro è stata presa in leasing dalla San Michele Arcangelo, società a cui risultano intestati numerosi immobili. Azzoni qui non compare. Amministratore della San Michele è Barbieri e il capitale fa capo ad una società svizzera amministrata da un fidiuciario”.

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